REPORTAGE – Il trattamento della biancheria e degli abiti nelle RSA, nuove potenzialità di sviluppo

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Il trattamento della biancheria di una RSA presenta una notevole complessità per la varietà della tipologia dei capi da gestire: lenzuola e asciugamani, biancheria da cucina, abbigliamento degli ospiti, indumenti di lavoro del personale e, poi ancora tende, piumoni, cuscini ecc. Quindi, da un lato c’è una complessità di gestione ma dall’altro ci sono delle indiscutibili esigenze di lavaggio da rispettare. La biancheria da lavare, asciugare e stirare deve essere trattata a regola d’arte. Igiene e rispetto dei tessuti rappresentano le linee guida principali. Anche la consegna deve essere gestita con puntualità. Il trattamento: lavaggio, stiro e riconsegna richiede sempre più un elevato grado di personalizzazione nei confronti della clientela e costituisce un detonatore della complessità di gestione. Il problema non è solo la tipologia di sporco ma anche l’insidia da contaminazione batterica data la provenienza della biancheria da trattare. Programma di lavaggio, giusta detergenza, opportuna asciugatura e stiratura devono costituire un incastro gestito e organizzato in modo oculato. Quali macchine e prodotti mettete a disposizione per queste esigenze specifiche?

“L’Italia è un paese che invecchia sempre di più e la crescita del settore delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), progettate per ospitare per un periodo di tempo, determinato o indeterminato, persone non autosufficienti bisognose di specifiche cure ne è una diretta conseguenza”, sottolinea Carlo Miotto, CEO di IMESA S.p.A. “Settimanalmente, il nostro team vendite si confronta con distributori e loro clienti finali per condividere la progettazione di una lavanderia interna a strutture di accoglienza nuove o in ristrutturazione. Il trend attuale è quello di gestire internamente le operazioni di lavanderia, con l’obiettivo di ridurre e controllare i costi del servizio e garantire un alto livello di qualità agli ospiti”. Come supportate il cliente in IMESA? “Innanzitutto, offriamo un accurato servizio di consulenza iniziale che prevede uno studio di dimensionamento del locale lavanderia attraverso un’analisi del bisogno reale. L’analisi restituisce un vero e proprio progetto delle aree lavaggio, asciugatura, stiratura, stoccaggio e cernita. Non solo macchine, ma anche impianti, collegamenti e attrezzatura complementare. Il progetto si traduce in un layout che realizziamo al nostro interno, un servizio aggiuntivo che IMESA offre a tutti i clienti. Il cuore di una lavanderia interna alle RSA è indubbiamente il lavaggio, trattamento che deve essere svolto con la massima sicurezza e garanzia di risultato. Igienizzare, sanificare, eliminare rischi di contagio, rimuovere macchie e odori: tutto questo avviene grazie a cicli di lavaggio specificatamente studiati in IMESA. Il prodotto che meglio risponde alle esigenze di una RSA è la lavatrice a barriera asettica della serie IMESA D2W che, con due porte sui due lati opposti, consente di gestire biancheria infetta e biancheria sterile in due ambienti separati. Come tutta la gamma di lavatrici by IMESA, la linea D2W è equipaggiata con l’unità di controllo digitale IM11, la soluzione tecnologica che semplifica il business della struttura, dalla gestione del lavaggio al monitoraggio del funzionamento della macchina fino alla pianificazione di interventi sulla stessa, garantendo tempestività ed efficacia nella risoluzione di qualsiasi situazione complessa. La linea è disponibile nelle capacità 18-23-30-55 Kg che rispondono ai bisogni di medie e grandi strutture”.

Passando alla detergenza professionale incontriamo Ruggero Sammarco, Operations Director Laundry di CHRISTEYNS ITALIA S.p.A., il quale sottolinea come “la popolazione italiana stia invecchiando (e non solo quella italiana) e il ricambio delle nuove nascite latiti. Un tallone d’Achille per le società occidentali. Questo cosa comporta per il nostro settore in particolare? Il lavaggio destinato agli indumenti per le RSA avrà sempre più una quota preponderante all’interno delle lavanderie industriali. Le RSA crescono in modo significativo e ciò comporterà un surplus di lavoro. Le lavanderie devono specializzarsi per gestire gli indumenti degli ospiti, perché non è come lavare la biancheria piana, in quanto questo trattamento comporta un dispendio di energie, di costi e richiede anche un know how che spesso le lavanderie non hanno. Il player della detergenza entra in gioco con una importanza strategica perché trattare l’indumento dell’ospite vuol dire avere a che fare con un capo che rientra nella sfera intima della persona. Innanzitutto l’indumento deve essere sanificato: in quanto indossato da persone potenzialmente a rischio per l’elevata esposizione ad agenti patogeni. Necessario impostare i cicli di lavaggio con molecole e prodotti che garantiscano una efficacia di sanificazione elevatissima. Nel wet cleaning non si utilizzano temperature elevate, sbattimenti meccanici consistenti e tempi di processamento dilatati, proprio perché le fibre coinvolte entrerebbero in sofferenza (lana, acetati, viscose, seta). Quindi, in questi casi, si privilegiano molecole, per sanificare, che siano associate a perossiacidi (iperaacetici o anche acidi perossizonoici) in ambiente neutro e a bassa temperatura con bassi tempi di contatto. Inoltre sono necessari cicli e detergent che non ledano le proprietà stesse delle fibre.

A questo proposito Christeyns ha sviluppato una gamma dedicata a tutte queste fibre, quindi ha realizzato un detergente piuttosto complesso: lanolina associata a tensioattivo neutro che sia abbastanza emulsionante ma pur sempre gentile sulla fibra, la serina, che è protettiva della seta ma al contempo non deve ridurre l’azione della detergenza. Necessario rispettare il PH di lavaggio delle fibre, in quanto se la lana ha un punto isoelettrico di stabilità che è intorno al 5, la seta invece ce l’ha intorno al 6. Il wet cleaning deve essere concepito come un sistema di processo che tenga conto di tutte queste peculiarità. La competenza del processista è elemento essenziale. Rispetto alla biancheria piana l’indumento presenta molte più problematiche ed è quindi necessario differenziare i processi di lavaggio. Spesso nelle RSA abbiamo a che fare con acque non perfettamente trattate, lavare in acqua dura (metalli di durezza o anche di ossidazione, come ferro e manganese) necessita l’utilizzo di un detergente con livelli corretti di sequestrazione. Per le RSA vengono impiegati detergenti con livelli di complessità simili a quelli impiegati per gli indumenti da lavoro. Sotto il profilo chimico il filone RSA vedrà sempre maggiori impulsi, sviluppi e investimenti in ricerca. E per gli abiti da lavoro? Sono sottoposti ad una manutenzione che non ha un grado di complessità paragonabile a quello dell’industria anche se è necessario procedere sempre con estrema cautela soprattutto per quanto riguarda la divisa da lavoro mentre la divisa di sala non presenta oggettivamente elevate criticità.”

Sul fronte della tracciabilità interpelliamo, Maurizio Casol, Direttore Automation Division di ZUCCHETTI CENTRO SISTEMI. “Il trattamento della biancheria di una RSA è oggettivamente un problema complesso, sia per la varietà e numerosità degli articoli da gestire (abbigliamento degli ospiti ma anche biancheria piana specifica e divise di lavoro del personale), sia per la qualità del trattamento di lavaggio e sanificazione dei capi e la necessità di assoluta tracciabilità degli stessi, cominciando indiscutibilmente dagli articoli personali degli ospiti. La ZCS Automation Division propone la combinazione tra un SW specifico di gestione (Trak) ed un set di macchine ed attrezzature smart adatte alla rilevazione e alla tracciabilità dei capi in ogni fase del loro processo di trattamento, e di conseguenza, ottimale in termini di efficienza, funzionalità e sostenibilità della filiera, intesa anche come riduzione dell’utilizzo delle risorse naturali a fronte del contenimento dei materiali tessili circolanti.
Le principali funzioni del sistema di gestione delle RSA, focalizzando l’attenzione sulla tematica principale, cioè la corretta tracciabilità dei capi degli ospiti sono:
• Gestione anagrafica ospiti e anagrafica articoli;
• Creazione di un nuovo ospite, taggatura con microchip RFID ed abbinamento di ogni singolo effetto personale, in maniera discreta e non invasiva nell’indossare ciascun capo;
• Ricerca storia ospite attraverso la lettura del microchip, oppure attraverso il portale di gestione;
• Gestione della ricomposizione del pacco biancheria pulita per ospite, oppure per filtri superiori (reparto, struttura ecc.);
• Memorizzazione e tracciabilità di ogni operazione che interessi il singolo capo taggato (presso la RSA, in lavanderia, durante i percorsi logistici);
• Generazione statistiche per ospite, per reparto, per struttura e per altri numerosi filtri possibili;
• Generazione di statistiche di flusso per articoli e per ospiti in uno specifico arco temporale e in una specifica parte del flusso e del processo di utilizzo e trattamento (RSA e lavanderia);
• Gestione dei differenti livelli di accesso e di intervento sulla base delle mansioni degli operatori. In conclusione, la logica del sistema di tracciabilità per RSA è considerabile come una parte del software generale di tracciabilità in ambito sanitario ed assistenziale”.

“Nell’ambito delle RSA si tratta prevalentemente l’indumento dell’ospite, mentre per quanto riguarda la biancheria piana nella stragrande maggioranza dei casi si procede senza alcuna stiratura, perché le lenzuola che hanno necessità di essere stirate stanno progressivamente scomparendo sia per una questione di costi ma anche per carenza di personale dedicato”, ci dice Vittorio Maglione, Country Manager Italy di ALLIANCE LAUNDRY SYSTEMS. “La casa di riposo si avvale di due tipi di lavanderia, quella che tratta solo l’indumento dell’ospite spesso internamente e quella invece che tratta la biancheria piana molto spesso all’esterno della struttura. Per l’indumento dell’ospite come Alliance ci avvaliamo di un sistema softwash che è appropriato per tutti i lavaggi delicati (lava, seta ecc.). Invece per la biancheria da letto, qualora il cliente avesse deciso di trattarla internamente, proponiamo macchine da lavaggio che non necessitano la stiratura delle lenzuola e della biancheria piana. Proponiamo una formula macchine e biancheria per agevolare il cliente coprendo cinque anni di fornitura, tempo che è necessario per l’ammortamento macchine. Pacchetto chiavi in mano almeno per cinque anni. Oltre alle macchine standard a carico frontale c’è l’opzione lavatrice asettica o a barriera sanitaria che divide la parte sporca da quella pulita evitando contaminazioni. A proposito di queste macchine c’è una normativa europea (RABC), non osservata da molti stati (Italia inclusa), con la quale si richiedono speciali macchine e specifici processi di lavaggio in ospedali, RSA, industrie farmaceutiche, istituti penitenziari ecc; in molti casi, anche laddove non c’è l’obbligatorietà, i clienti optano comunque per l’acquisto di queste macchine in quanto costituiscono un valore aggiunto, ad esempio, per l’accreditamento nei confronti degli enti pubblici (come per gare d’appalto ecc.). Inoltre come Alliance effettuiamo il lavaggio avvalendoci dell’ozono che ci permette di lavare in acqua fredda consentendo che si abbatta il consumo energetico dell’80%, si recuperi l’acqua di lavaggio almeno del 40%, riducendo il tempo ciclo del 30%,” conclude Vittorio Maglione.

“Negli ultimi anni la detergenza sta semplificando molto le tipologie di lavaggio. Oggi abbiamo un know how che ci permette di lavare bene qualsiasi tessuto e qualsiasi indumento che sia abbigliamento degli ospiti, ma anche materassi, cuscini, traverse e coperte”, ci dice Venere Mattioli, Direttore Commerciale di MONTEGA. “La molteplicità di lavanderie con le quali collaboriamo ci hanno permesso di costruire un background che ci consente, oltre ad intervenire in modo oculato sul tessuto da lavare, anche di semplificare notevolmente i trattamenti. Montega dal 2017 ha una linea di detergenti naturali, in polvere e liquidi, detersivi a base di enzimi non invasivi nè per impianti di depurazione né per l’ambiente. Utilizziamo detergenti e sgrassatori di natura biodegradabile. Le temperature di lavaggio si sono ridotte in modo consistente, l’acqua viene recuperata in modo massiccio. La stagione del Covid ha costituito uno spartiacque, accrescendo la consapevolezza dell’importanza dell’igienizzazione dei prodotti particolarmente in ambiente RSA. Consideriamo poi che la biancheria piana viene stirata nei mangani a 180° un ulteriore supporto alla igienizzazione. Oggi macchinari per il lavaggio, detergenza e macchinari per lo stiro consentono di avere un prodotto anche in RSA che rasenta la perfezione. Come Montega nel 2022 presentammo un detergente, denominato Lumiere con l’intento di contenere i tensioattivi e quindi ridurli significativamente all’interno dei sistemi di depurazione, un prodotto che ha due ceppi enzimatici che garantiscono qualità e versatilità del lavaggio. In relazione alla biancheria che dobbiamo trattare utilizziamo un unico prodotto con dosaggi diversi e ciò semplifica l’attività di lavanderia. Ci avvaliamo di prodotti ausiliari come gli sgrassatori che servono a rimuovere macchie diverse a base di tensioattivi ma anche a base di solventi per intervenire in modo puntuale su tutte le macchie di natura non proteica. Utilizziamo da sempre essenze anallergiche che resistono ad alte temperature rispettando i tessuti. In particolare consigliamo, come Montega, prodotti come Ox active Plus e Ox active extra per quanto riguarda il trattamento della biancheria nelle case di cura”.

“Come Renzacci ci occupiamo di studio, ricerca, progettazione, fabbricazione, di tutte le linee di macchinari che entrano in RSA, macchine per il lavaggio ad acqua, essiccatoi, calandre da stiro, ma anche per la biancheria degli ospiti, come i macchinari per il lavaggio a secco e, in particolare, il biolavaggio a secco (lavaggio ipoallergenico, biosostenibile, biocompatibile) che non utilizza solventi clorurati”, ci dice Marco Niccolini, General Sales and Mkt Director di RENZACCI S.p.A. “Ci posizioniamo in questo segmento di mercato con linee molto avanzate che siamo in grado di esporre e illustrare a TEXCARE, dalle macchine ad acqua fino alle macchine a barriera sanitaria (in molte versioni 25, 36 e 70 kg di capacità) che consentono di recuperare la biancheria pulita in area sterile. Anche nelle aree non sterili degli ospedali siamo presenti con la nostra gamma di lavatrici che va dagli 8 Kg ai 120 kg di capacità, le quali si avvalgono di pompe di dosaggio ultraprecise che ci permettono di soddisfare tutte le esigenze delle RSA. Molto utilizzata è anche la cabina ad ozono disinfettante IGenius pensata e realizzata proprio per le RSA, in particolare per la sua azione battericida e virucida. Le nostre macchine trasversalmente si avvalgono di nuove tecniche che si caratterizzano programmi specifici in cui i livelli di temperatura dell’acqua e l’uso dei detergenti è studiato e personalizzato per le RSA, in quanto non si possono utilizzare programmi standard. Ci sono anche tecniche che abbiamo sviluppato all’interno dei programmi per quanto riguarda una maggiore estrazione delle impurità che consentono di abbattere la carica batterica degli indumenti lavati: ciò è valido sia per la biancheria piana ma anche per macchine dedicate al trattamento dei MOPS cioè il lavaggio dei panni in microfibra per la pulizia nelle RSA in cui viene monitorata la carica batterica dei MOPS che vengono utilizzati per lavare tutte le superfici”.

“Il lavaggio degli indumenti per le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) richiede un’attenzione meticolosa, che va oltre la semplice pulizia. ÈCOSÌ, azienda specializzata nella produzione di detergenti e nello sviluppo di processi di lavaggio, ha come obiettivo principale il mantenimento degli elevati standard igienici e di qualità richiesti dalle RSA, garantendo la massima cura per gli indumenti degli ospiti”, afferma Antonio Ciccarella – Laundry Division Manager di ÈCOSÌ. “Siamo una delle poche aziende in Italia a produrre un disinfettante, presidio medico chirurgico (PMC): Aquoxil. Aquoxil è un disinfettante a base di acido peracetico (PAA), sostanza attiva con potenti capacità biocide di cui siamo produttori in quanto iscritti nella lista dell’art.95 del Regolamento Biocidi (BPR). Con Aquoxil ÈCOSÌ risponde pienamente agli standard igienici indispensabili per le RSA avendo cura della fragilità degli ospiti. I processi di lavaggio includono anche la neutralizzazione del pH dei detergenti, regolata per essere compatibile con il pH fisiologico della pelle (5.5), riducendo il rischio di irritazioni, in modo particolare per gli ospiti allettati che trascorrono molte ore a contatto con la biancheria da letto. Inoltre, ÈCOSÌ pone grande attenzione al profondo valore affettivo che molti anziani attribuiscono ai loro capi personali, che rappresentano un legame importante con la loro casa e la loro vita precedente. Per questo motivo, i detergenti e i processi di lavaggio sono studiati per offrire una protezione eccezionale agli indumenti personali, preservandoli al meglio e garantendo la loro integrità nel tempo. Sappiamo quanto sia fondamentale per gli ospiti poter continuare a indossare i propri abiti senza temere che questi si rovinino durante il lavaggio. Anche per la pulizia delle divise degli operatori, ÈCOSÌ offre soluzioni efficaci e sicure, riuscendo così a garantire una disinfezione completa, che copre tutto: dalla biancheria piana, agli indumenti personali, fino alle divise degli operatori sanitari, assicurando un ambiente salubre e sicuro per tutti coloro che vivono e lavorano nelle RSA”, conclude Ciccarella. •

di Marzio Nava
DETERGO Magazine # Novembre 2024