Siamo alla lavanderia Neproma a Montirone a pochi chilometri da Brescia. Una realtà industriale dinamica e di successo. I numeri sono eloquenti e danno il senso di quanto sia florida la realtà industriale, 500 quintali in media annua di biancheria piana trattati ogni giorno, suddivisi fra ristorazione, alberghiero e sanità privata.

Incontriamo l’amministratore unico Gianbattista Bonardi che sintetizza la storia della lavanderia in quanto oltre ai numeri per delineare la realtà in modo più netto è necessario tracciare il percorso evolutivo dell’azienda. “Un’attività, agli albori, iniziata con i miei genitori nel 1962 in provincia di Brescia poi il trasferimento sempre nel bresciano a Travagliato. Per vicissitudini famigliari c’è stata un’interruzione dell’attività nel 1990. Nel 1999 ho ripreso l’attività dopo una parentesi quasi decennale, provenendo da un settore differente di mercato. Abbiamo ricominciato in una struttura di 600 m2 e oggi siamo a 10 mila m2 di estensione aziendale, mentre, come fatturato siamo arrivati alla soglia dei 19 milioni di euro”. Dalle parole di Bonardi traspare consapevolezza e orgoglio di avere compiuto un’impresa e di avere trasformato una lavanderia in un’industria. Un’attività equamente suddivisa fra settore alberghiero e sanitario.

Ultima novità?
“Abbiamo appena inaugurato un segmento aziendale di 500 m2 dedicato unicamente al catering e alla biancheria da corredo, come piumoni, coperte, cuscini ecc”. Il percorso professionale e imprenditoriale di Bonardi è avvincente, ricco di svolte e di scommesse azzeccate. “In un’attività bisogna crederci ed investire in innovazione, aggiunge. Nel 2005 abbiamo pensato di diversificare l’attività inaugurando un nuovo filone di impresa riguardante la sanità con 3.000 m2 di realtà industriale, mentre dal 2016 abbiamo sviluppato un capannone nel quale ci occupiamo della biancheria dell’ospite delle RSA. Il mondo delle RSA ha dinamiche e criteri di trattamento molto particolari, ci interessava la biancheria piana e la biancheria degli ospiti, quindi il pacchetto completo di una RSA. In questo modo abbiamo sviluppato una delle lavanderie più grandi a supporto delle RSA in Lombardia. Abbiamo un mercato prevalentemente collocato in Lombardia sconfiniamo nel veronese, sul lago di Garda fino ad arrivare al Trentino dando supporto alle località turistiche”

E gli abiti da lavoro?
“È un settore molto interessante a cui ci stiamo approcciando molto lentamente ma in modo determinato. Lo sviluppo di questo specifico ambito di attività sarà la sfida per i prossimi anni”.

In termini di agevolazioni e incentivi, siete riusciti a beneficiarne nel rinnovamento del parco macchine?
“Soprattutto con Industria 4.0 abbiamo sfruttato ciò che era possibile. Prima il super ammortamento ha spianato la strada poi con industria 4.0 abbiamo colto altre opportunità. Nello specifico vorrei ringraziare i nostri partner Kannegiesser, Jensen, Macpi, Dim, Montanari e Skema per il supporto tecnologico”.

L’interattività tra macchine e software a regime ha portato uno sviluppo e una semplificazione del lavoro?
“Sicuramente ha garantito continuità della produzione e più affidabilità. Avevamo macchine che funzionavano bene in termini di meccanica ma che avevano qualche problema in termini elettronici e industria 4.0 è stato il propellente adeguato per decidere di cambiarle. Lavoriamo con un risparmio energetico e di acqua notevole. Il valore aggiunto? Sicuramente la loro versatilità, che significa fare molto di più in un ciclo di lavaggio. Oggi possiamo lavare capi in lana in lavacontinua cosa che qualche anno fa non era possibile fare. In questo sistema, i lavaggi avvengono in diverse camere che sono progettate per essere quasi a compartimenti stagni, permettendo di differenziare i cicli di lavaggio”. Prospettiva, visione industriale, tenacia nel conseguire gli obiettivi e lungimiranza, sono queste le caratteristiche che permeano lo spirito di Neproma.

Come avete fatto fronte alle oggettive difficoltà della crisi sanitaria?
“Abbiamo investito diversificando perché prima facevamo solo ristorazione, poi nel 2006 ci siamo orientati su RSA e anche sanità. Tutto ciò ci ha consentito di resistere anche alla crisi pandemica e di allargare il nostro mercato”.

Mi parlava precedentemente di innovazioni, quali in particolare?
“L’azienda è attenta al fronte della sostenibilità dal risparmio energetico e di acqua al riutilizzo dei tessuti. Su questa lunghezza d’onda abbiamo aderito alla piattaforma Maka, in base alla quale tutta la biancheria a fine vita che oggi viene destinata a pezzame, stracci e/o tappeti può invece essere trasformata in nuovi prodotti completamente riciclati, certo una nuova sfida ma che vale la pena percorrere come ne abbiamo già intraprese altre anticipando gli eventi nel passato. Per salvaguardare l’ambente abbiamo realizzato, inoltre, degli impianti tecnologici dei servizi di supporto alla produzione (acqua, aria, vapore, energia elettrica) finalizzati ad ottenere il massimo rendimento generando il minimo impatto ambientale. Questo ci ha portato ad ottenere l’importante certificazione ambientale ISO 14001 (una tra le tante certificazioni)”.

L’acquisizione di forza lavoro rappresenta per le lavanderie industriali negli ultimi anni un problema, la vostra realtà industriale come è organizzata?
“Noi abbiamo un organico assunto stabilmente di 150 lavoratori, mentre con l’approssimarsi della stagione primaverile aumentiamo il personale di 100 unità. Il nostro sistema di turnazione è di 6 -14 e 14 -22. Per i picchi di lavoro facciamo ricorso al lavoro in somministrazione la cui assimilazione nell’organico aziendale è sempre complicata ma a seguito di un elevato turn over l’assetto giusto lo si trova sempre. Il nostro personale è quasi interamente extracomunitario ed infatti il vero scoglio non tanto o, meglio, non solo dai ritmi di lavoro quanto dalla lingua. Sapere leggere un’etichetta ed un nome di un cliente è importante così come collocare un pacco sul carrello giusto”.

Oltre alla Neproma Service nel Gruppo avete Neproma Sociale cos’è e di cosa si occupa? “Neproma Sociale è una cooperativa di tipo B, nata dalla passione di Neproma Service, è specializzata nel servizio alla persona, in particolare per gli ospiti delle strutture RSA, favorendo l’inserimento di persone svantaggiate che lavorano attivamente affianco a personale specializzato nel settore. Il 30% del personale della cooperativa deve avere forza lavoro con alcune disabilità, quindi oltre allo scopo imprenditoriale c’è anche una rilevanza sociale. Neproma Sociale utilizza un sistema innovativo ed intelligente per il trattamento degli indumenti dell’ospite che garantisce la massima efficienza gestendo oltre 15.000 capi al giorno e permettendo la loro ricomposizione automatica. La tecnologia RFID, permette, con l’inserimento di un microchip ad alta frequenza in ogni singolo indumento, di avere tutte le informazioni riguardanti l’ospite (nome – cognome – struttura – nucleo – stanza d’appartenenza) e sulla vita del capo (n° lavaggi – tipologia di lavaggio indicata – colore) questo permette una gestione del guardaroba molto più semplice ed efficace”.

In conclusione quali sono gli obiettivi che Neproma si pone per il futuro?
“Il mio obiettivo è quello di attuare la crescita di Neproma attraverso l’acquisizione di aziende del settore. Abbiamo una rete commerciale (per mantenere le relazioni e ottimizzare la qualità) ma nonostante ciò la mia filosofia di espansione non è quella di andare sul mercato a prendere clienti ma è quella, come detto in precedenza di acquisire aziende. Negli ultimi tre anni abbiamo acquisito piccole / medie aziende del territorio, in questo modo ho mantenuto ottimi rapporti con i competitor creando nuove opportunità di mercato” conclude Bonardi. •

di Marzio Nava
DETERGO Magazine # Settembre 2024